Salvatore Distefano, il nuovo paradigma Cloud@Home
27 aprile 2009 scritto da Carmen CaiazzoIl Cloud computing è un paradigma di calcolo distribuito che comprende aspetti di Grid computing, Utility computing, Autonomic computing e Green computing. Il Cloud computing nasce dalla prospettiva di centralità del servizio (service-centric) che si sta rapidamente ed ampiamente diffondendo nel mondo IT.
Da questo punto di vista il Cloud può essere considerato come un ampio pool di risorse e servizi fruibili da Internet e facili da usare, che possono essere dinamicamente riconfigurati e adattati a carichi variabili consentendo l’ottimale utilizzo delle risorse.
Il Cloud Computing sta emergendo come paradigma in grado di fornire strumenti flessibili, dinamici e convenienti sia per le imprese che per gli ambienti accademici. In realtà, le risorse ed i servizi sono forniti in base ad un libero accordo tra le parti secondo il modello “pay-per-use”. In quest’ultimo caso, i Provider devono assicurare al cliente i requisiti e le specifiche negoziate attraverso i cosiddetti Service Level Agreement (SLA). L’obiettivo del progetto è quello di creare un nuovo paradigma Cloud, chiamato “Cloud@Home”, in cui entrambi i punti di vista, commerciale e scientifico, coesistano.
In questo scenario ciascun utente potra’:
- Contribuire – supportare il Cloud condividendo (liberamente o a pagamento) le proprie risorse ed i propri servizi
- Consumare – utilizzare il Cloud specificando le proprie richieste.
Il principale vantaggio di Cloud@Home è che un host può contemporaneamente contribuire e consumare, istituendo un’interazione simbiotica con l’ambiente Cloud. Noi crediamo che il paradigma Cloud@Home sia applicabile a gruppi di ricerca, amministrazioni pubbliche, comunità sociali, piccole e medie imprese, che rendono disponibili al Cloud le proprie risorse di calcolo distribuite, fino ad arrivare, potenzialmente, al contributo del singolo utente che condivide il proprio desktop o dispositivo mobile.
Temi da affrontare in Cloud@Home sono:
- Interfaccia utente: fornire meccanismi e strumenti per accedere e contribuire al Cloud con qualsiasi dispositivo collegato ad Internet. L’accesso al Cloud deve essere garantito anche ai dispositivi wireless/mobili, dal momento che i sistemi wireless rappresentano la nuova tecnologia, pervasiva, che offre soluzioni ad una crescente gamma di situazioni legate a bisogni quotidiani.
- Gestione risorse: fornire meccanismi e strumenti per la gestione delle risorse e dei servizi Cloud, implementando anche l’astrazione dalle risorse fisiche (virtualizzazione).
- Meccanismi di migrazione: per consentire la migrazione di task e servizi al fine di adeguare l’infrastruttura Cloud alle richieste ed ai bisogni del consumatore.
- Qualità del servizio (QoS) e gestione di SLA: fornire meccanismi in grado di assicurare adeguati livelli di QoS e, di conseguenza, un’efficiente gestione di SLA. A tal fine è possibile utilizzare un “autonomic engine” con capacità di auto-ottimizzazione.
- Sicurezza: assicurare la protezione per l’accesso e la gestione delle risorse Cloud. Devono essere implementati adeguati meccanismi di autenticazione di rete, informazione e sicurezza dei dati.
- Interoperabilità: fornire gli strumenti per supportare una utilizzazione integrata di Cloud eterogenee.
Chi è Salvatore Distefano
Salvatore Distefano è nato a Catania il 16 Giugno 1974. Si laurea in Ingegneria Informatica nell’Ottobre 2001, riportando la votazione di 110/100 e lode. Dal 2001 intraprende collaborazioni con le Università di Messina e Catania. Nel Gennaio del 2006 gli viene conferito il titolo di dottore di ricerca in “Tecnologie avanzate per l’ingegneria dell’informazione”, XVIII Ciclo, dall’Università degli studi di Messina, difendendo la tesi “System Dependability and Performances: Techniques, Methodologies and Tools”. Trascorre
l’ultimo semestre di dottorato, da Marzo a Settembre 2008, presso la University of Massachusetts Dartmouth, USA, sotto la supervisione della Prof. L. Xing, lavorando su tematiche relative la valutazione dell’affidabilità. Dal Giugno al Luglio 2008, trascorre un periodo di ricerca al Electric and Computer Engineering Department della Duke University, Durham, NC, USA, collaborando con il Prof. K.S. Trivedi. Durante la sua attività di ricerca ha preso parte allo sviluppo dei tools WebSPN, GridSPN e Argoperformance. WebSPN e GridSPN implementano un algoritmo per la valutazione di reti di Petri non Markoviane in ambienti distribuiti, il primo in cluster MPI, il secondo su piattaforme Grid (Glite e Globus). In Argoperformance è stata implementata una metodologia per la valutazione delle prestazioni di un software in fasi di progetto. Partendo dal modello UML adeguatamente annotato con parametri prestazionali, si ottengono valutazioni quantitative delle prestazioni del corrispondente software. Altro argomento di ricerca trattato è
la valutazione di affidabilità. Si è implementata una nuova notazione chiamata DRBD (dynamic reliability block diagrams), estendendo i tradizionali RBD alla modellazione di caratteristiche dinamiche. Al momento Salvatore prosegue la sua attività scientifica e di ricerca in qualità di assegnista col Dipartimento di Matematica, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina.



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Purtroppo il paradigma non è nuovissimo.
Dal 2004 HP ed il CERN lavorano alla super-rete che è entrata in funzione l’anno scorso quando hanno terminato l’ LHC il Large Hadron Collider nel sottosuolo svizzero.
http://blog.vmengine.net/2007/07/10/hp-tycoon-research/
Il progetto open che c’e’ dietro (tycoon):
http://tycoon.hpl.hp.com/
consente di installare un sistema xen-based capace di condividere le proprie risorse in rete, consentendo cosi a richiesta di poter dedicare risorse computazionali e mediante un modulo (resource providing host) poter stimare un ricavo. Questo sistema viene usato per l’elaborazione dell’enorme quantità di dati prodotta dall’accelleratore, da parte del personale scientifico del CERN, cioè consente di dare elasticità alle logiche del calcolo parallelo, una forte programmabilità visto il substrato di virtualizzazione xen.
Un grosso problema di questo sistema è poter garantire degli SLA, nel momento in cui dei sistemi “privati” stanno servendo risorse a chi li ha “acquistati”, sarebbero obbligati a rimanere in funzione fino ad una eventuale migrazione dei processi/servizi su altri sistemi privati. Se consideriamo che qualsiasi sistema “privato” manca di ridondanza HW, allora stimare lo SLA su processi o servizi è impensabile, mentre va benissimo come logica di smistamento dei tasks, ma cosi si parla solo di calcolo parallelo, grid computing, come erano gli screen saver di qualche anno fa che contribuivano alla ricerca scientifica.